Ucraina, Pierucci (Abie): “Guerra riapre tema strategico di chi custodisce i dati digitali”

Se l’obiettivo di Biden – con le sanzioni a Mosca – è fermare ‘oltre la metà delle importazioni high-tech dalla Russia’, “non posso che comprendere il peso di questa dichiarazione” visto che “la leva “tecnologica-digitale può essere strategica”. A rilevarlo, intervistato dall’Adnkronos, è Giuliano Pierucci, presidente di Abie, la prima associazione italiana confindustriale che ha riunito imprese e professionisti della blockchain nazionale. “La tecnologia digitale è fondamentale nella vita attuale e lo sarà sempre di più nel futuro come l’energia e il green” di cui “abbiamo sempre più bisogno oggi, come ha dimostrato la stessa pandemia” prosegue il fondatore di B2Lab.

Pierucci sottolinea quindi un aspetto “strategico” legato alle tecnologie: “Quando parliamo di digitale – spiega- ci dobbiamo sempre chiedere dove stanno i dati, chi li gestisce e chi li custodisce” e “la crisi Ucraina ci mette in evidenza, ancora una volta, come – nel caso della blockchain – per gli utilizzi industriali sia importante definire le regole per la ‘base geografica’ dei nodi: è

importante cioè conoscere dove stanno i dati e come si gestiscono” e ciò, sottolinea, “vale anche per il Cloud”.

“Se parliamo di blockchain dobbiamo ricordare che è fatta di nodi e di dati: se
i dati – e quindi i nodi su cui sono registrati i dati – ad esempio si trovano in un paese che poi diventa ‘nemico’, allora tutto quel sistema di blockchain potrebbe andare in crisi, ciò vale anche per il sistema industriale che sta utilizzando sempre di più la blockchain” osserva ancora Pierucci al quale, al momento, non risulta che “nel settore della blockchain ci siano interconnessioni fra imprese italiane e imprese russe”. “Il mondo russo è molto esperto di criptografia, informatica, matematica. Ai russi non mancano loro esperti e loro industrie” ricorda infine Pierucci. (di Andreana d’Aquino)

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